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Season Team
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AIAC_2866 - Montelabate - 2011
The is no summary for this season.
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AIAC_2866 - Montelabate - 2013
The 2013 excavation season focused on the site of Col di Marzo, where one trench was enlarged from the 2013 season, expanding knowledge of the third-fourth century BC.
The principal occupation of the site is dated to the fourth century, the moment of proper consolidation of the frontier between Etruscans and Umbrians, and the novelties of the current season were the discovery of a new house structure with living areas (hearths, grinding stones, ceramic sieves, firedogs, animal and plant remains), a new drainage system and yard area, as well as an underlying ditch structure. Initial analysis seems to indicate spatial differentiation of activities within these locales, ranging from weaving to cooking, cheese and wine production. These third-fourth century BC structures were laid out on a rectilinear plan, whereas the underlying sixth century deposits seem to occupy more curvilinear structures. A substantial flotation programme now totals 4000 litres of sediment for the recovery of microfauna, landsnails, charcoal and floral remains, and these are now in the course of analysis. Initial examination of the animal bones suggests the presence of sheep, pig, cattle, dog and bird in order of importance. Initial examination of the carbonised seeds shows the presence of cereals (wheat, barley etc), grape and beans. Phytolith and micromorphological samples were also recovered.
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AIAC_347 - Casa Sollima - 2004
Il progetto Troina include indagini di ricognizione e una serie di scavi scelti al fine di ricostruire la storia dell'area di Troina su una lunga prospettiva storica. Tre sono i punti focali del progetto: l'analisi dell'ambiente antico a partire dal 100.000 a.C.; l'espansione del popolamento dalle pianure verso i luoghi d'altura (ad es. Catania), durante la transizione Neolitico/età del Bronzo; la formazione dell'identità territoriale di Troina, che probabilmente prese luogo dalla fine dell'età del Bronzo e le relazioni tra le popolazioni indigene e greche, seguite dalle trasformazioni nei periodi romano e medievale.
La casa, o recinto, di Casa Sollima, consiste nelle fondazioni di una struttura ovale realizzata a secco (12 x 10 m). Le fondazioni sono costituite da piccole pietre, forse in una fossa di fondazione. La parte superiore del muro comprende pietre più grandi che devono aver costituito la base per un elevato ligneo. L'interno della struttura è notevolmente ben conservata. Non si ha nessuna chiara evidenza di un pavimento preparato al di sotto del livello superficiale, mentre l'area di un focolare (che era crollato in un pozzo più antico) è stata rivestita con lastre di marna locale e questo residuo di pavimento potrebbe indicare che simili lastre potrebbero aver coperto un'area più ampia all'interno della "casa" ed essere state spogliate in seguito all'abbandono della struttura. Il recinto è stato diviso longitudinalmente in due parti - a giudicare dalla struttura di fondazione - attraverso un muro divisorio. La porzione meridionale ospita un focolare elaborato e numerosi buchi di palo. La casa di pietra sembra essersi impiantata su un'area precedentemente occupata, che conteneva tre ampi pozzi per l'immagazzinamento riempiti con grandi scarichi di rivestimenti parietali e rifiuti domestici di una più antica dimora. La porzione settentrionale ha il suo proprio focolare, due pozzi per l'immagazzinamento più piccoli e altri buchi di palo. (Caroline Malone-Simon Stoddart)