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Season Team
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AIAC_2977 - Villa di Rufio - 2012
The archaeological site called “Villa di Rufio” is located in the southern area of Umbria, close to its limits with Lazio. It shows some exceptional characteristics as its strategic position, its dimensions and the quantity and quality of the archaeological findings. This archaeological area has been perfectly delimited by successive works of field survey and excavations that gave us as result a living and productive complex that is crossed by the Via Flaminia. The study of the territory has provided information about numerous Italian-Roman archaeological spots, as some interesting sacred areas, and remains related to the road layout and, above all, a continuity of settlement from prehistoric times that will become the initial point of the research on the integration of the archaeological context in this territory. Nevertheless these spots have not been yet excavated, as it is a territory just studied from the archaeological point of view, due to the uniqueness of the project.
The villa is located in the site named Toccioli, in Giano dell'Umbria, an Italian municipality belonging to the province of Perugia in the Umbria region. Thirty kilometers south of the regional capital, Perugia, the site is located in an ancient crossroad. First, the town is literally crossed by the ancient Via Flaminia, one of the main roads from Roman times that linked from east to west the Italian peninsula, connecting Rome with the Adriatic coast. Moreover, from 1.5 km of the site is the intersection of the ancient Via Flaminia and the Via Tuderte. This factor is critical because it allows a perfect accessibility to the complex, what is essential for the export of products. This is also important to explain the presence of materials from around the Mediterranean such as the large number and variety of marbles that have been recovered in the excavation. In relation to the original ownership of the villa’s enclosure, the fragment of a travertine inscription where one can read “C(aio) Iulio Rufioni/ Nobilis [•••]”, found during the excavation, has enabled us to suppose its belonging to Caius Iulius Rufio, a person with a high social status, the son of Iulius Caesar favourite freedman as Suetonius quotes (De Vita Caesarum, 76).
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AIAC_3745 - Pietrarossa - 2015
Le fonti letterarie forniscono solo scarne informazioni sul centro abitato di _Trebiae_, che divenne _municipium_, retto da un collegio di quattuorviri, nel 90 a.C. In età augustea la città, i cui abitanti erano probabilmente iscritti nella tribù Oufentina, venne inclusa nella Regio VI. In età altomedievale lo stretto rapporto della città con il ramo orientale della via Flaminia ne incrementò l’importanza strategica tanto da divenire, attorno al VII secolo, sede di gastaldato del Ducato Longobardo di Spoleto.
Resti concreti dell’abitato di _Trebiae_ emersero nel 1980, durante i lavori di edificazione di un sottopasso ferroviario posto appena a 50 metri di distanza dalla chiesa di S. Maria di Pietrarossa. Strutture abitative si affacciavano lungo un asse stradale dotato di canalizzazioni. In una delle abitazioni si rinvenne un enorme cippo in calcare locale pertinente forse al basamento di una statua, recante una dedica a Giove Ottimo Massimo datata attorno al II secolo a.C. Nel 2005, i lavori per la realizzazione di un prefabbricato pubblico a 150 m dalla chiesa di S. Maria di Pietrarossa portarono al rinvenimento di una quindicina di tombe a cassa litica, databili tra la seconda metà del VI secolo e la metà del VII secolo
Le indagini archeologiche condotte nel corso della prima campagna di scavo (2015) hanno permesso di delineare e documentare importanti aspetti topografici propri del _municipium_ romano di Trebiae, prima incogniti o conosciuti soltanto in parte. L’attività di scavo ha interessato nello specifico due diversi settori, denominati rispettivamente settore I e settore II.
All’interno del settore I sono state intercettate due diverse strutture murarie tra loro ortogonali probabilmente riferibili ad una fase tardoantica altomedievale. Le strutture, di cui allo stato attuale si ignora lo sviluppo planimetrico originario, paiono essere in connessione con un’area destinata ad attività di riutilizzo di materiali di svariata tipologia, quali metalli, vetri e marmi testimoniata dalla presenza di scorie e scarti di lavorazione.
All’interno del settore II è stata intercettata una struttura muraria di ottima fattura probabilmente pertinente ad una _domus_ di età romana, il cui paramento presenta un rivestimento di intonaco policromo su entrambi i lati. La struttura delimita due diversi vani, di cui per il momento si ignora l’estensione originaria. I due vani, visibili allo stato attuale soltanto parzialmente, presentano due diverse pavimentazioni molto ben conservate. In un caso il piano pavimentale risulta costituito da un rivestimento impermeabile composto da frammenti di laterizi frantumati e malta fine a base di calce denominato _opus signinum_ o cocciopesto. Nel secondo caso il piano pavimentale risulta costituito da un tappeto musivo dotato di un motivo decorativo policromo a treccia realizzato da tessere di colore rosse e nere su una base monocroma bianca che delimita un campo centrale la cui decorazione non risulta ancora visibile.
Lo studio preliminare dei materiali ceramici, vitrei, e numismatici rinvenuti nel corso delle operazioni di scavo ha documentato una frequentazione del sito che comprende al momento la fascia cronologica compresa tra il II e il VII secolo d.C. Già ad una analisi preliminare dei manufatti è stato possibile definire una seriazione cronologica che consente di associare i reperti alle varie strutture identificate.