Name
Emanuele Bertoli, Nicola Bonzanini, Luca Bortolotti, Bruno Busseni, Valeria Cerqui, Luca Dusi, Laura Fapassini, Ilaria Frison, Marina Giori, Beatrice Lavezzi, Andrè Macleod Hungar, Silvia Podavini, Sara Presazzi, Stefano Salvi, Mirko Seminario, Francesca Simoni, Michael Tolentini, Laura Vezzoni, Davide Vighenzi

Season Team

  • AIAC_886 - Lucone - 2012
    La campagna 2012 ha interessato i livelli della palafitta della prima fase insediativa a partire da quelli dell’incendio che ha portato alla sua distruzione. Questo evento, che ora possiamo dire con sicurezza coinvolse l’intero areale del settore scavato, determinò il crollo di vari elementi strutturali in legno lavorati che, cadendo direttamente nell’acqua o comunque in un contesto molto umido, si sono conservati e consentono osservazioni piuttosto dettagliate sulla tecnologia delle costruzioni in legno dell’epoca. Sono infatti stati rinvenuti vari elementi appartenenti all’alzato delle case come assicelle forate o un travetto con terminazioni sbiecate e incavo quadrangolare al centro, probabilmente facente parte delle capriate del tetto. Si segnala inoltre la presenza di elementi frammentari di origine edilizia in terracotta, anch’essi frantumati al suolo. Quest’anno è stato infatti individuato un accumulo di blocchetti di argilla o di impasto argilloso con vario grado di cottura. Un numero piuttosto notevole di questi elementi erano cotti in maniera sufficiente da mantenere la forma originaria e presentavano bordi sagomati di varia natura e tracce di incannucciato, nonché impronte di pali verticali. Alcuni poi presentano una caratteristica ricorrente: un bordo appiattito su cui risultano evidenti le impronte di una serie di cannucce parallele. Da alcune osservazioni fatte _in loco_ e dai primi tentativi di rimontaggio, la struttura in argilla scottata sembrerebbe di pianta sub circolare, forse desinente a cupola. Potrebbe trattarsi di una sorta di silos per contenere vettovaglie o un fornetto per la cottura dei cibi. Insieme agli elementi strutturali l’incendio e il crollo coinvolsero manufatti di varia tipologia e materiale (ceramica, pietra, osso, metallo), spesso in eccezionale stato di conservazione, come un grande vaso di forma biconica, parzialmente frammentato e deformato dall’esposizione al calore, conservante ancora parte del suo contenuto di spighe di cereali. Questa campagna di scavo è stata poi caratterizzata da un rinvenimento molto particolare: nella parte dello scavo rivolta verso il centro del lago, immediatamente sopra allo strato pertinente all’incendio, è stato rinvenuto un cranio umano, attribuibile per dimensioni e attraverso una sommaria analisi dentaria a un bambino di 3-4 anni. Il cranio, privo di mandibola, è stato rinvenuto in corrispondenza di un sottilissimo livello torboso, sopra a due grandi travi subparallele in giacitura orizzontale. Per una superficie di circa 2 mq l’area risultava coperta da un sottile strato di corteccia di albero (ontano?), che copriva anche il reperto umano. La scoperta riveste naturalmente un’importanza straordinaria, innanzitutto perché si ricollega al tema del culto dei crani in ambito palafitticolo, questione ampiamente dibattuta e scarsamente corredata di dati provenienti da scavi moderni. In secondo luogo il fatto che sia di bambino apre un’altra serie di interrogativi sul trattamento dei subadulti nelle pratiche funerarie. Per le deduzioni finali si rimanda a un momento più avanzato della ricerca. Le indagini 2012 si sono interrotte, per la stagionale risalita della falda, durante lo scavo degli strati appartenenti al deposito accumulatosi durante la vita della prima fase della palafitta. Operazione che è stata rimandata alla prossima stagione di scavo.