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Season Team
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2012
Le indagini condotte nel 2012 hanno contribuito enormemente alla conoscenza non solo dei monumenti che costituiscono il Santuario di Vesta, sia nella fase alto arcaica, che in quelle più recenti, ma anche di quelli immediatamente a est del Santuario. Nel lotto regio i nuovi dati consentono di conoscere ormai la larghezza del primo edificio costruito intorno al 750 a.C., grazie al rinvenimento di un tratto del muro perimetrale e di acquisire dati sull’elevato dell’edificio successivo, da noi interpretato come la _domus Regia_: il suo muro di fondo, che dava sul fossato tra Palatino e Velia, era rivestito in concotto, di cui è stato recuperato un frammento che presenta una modanatura.
Nella successiva _domus regis sacrorum_ di età medio repubblicana l’approfondimento dello scavo di un ambiente a fianco del tablino ha portato a novità eclatanti: almeno dal IV sec. a.C. in questa stanza, che forse era scoperta, viene innalzato un altare connesso con un pozzo. E’ stato rinvenuto anche materiale votivo (arule) nelle vicinanze dell’altare. Almeno fino alla tarda Repubblica l’altare viene ricostruito, e insieme il pozzo.
Contemporaneamente alle indagini nel Santuario è stata aperta una nuova area di scavo antistante la porta Mugonia di età arcaica e tardo repubblicana, in una zona non coinvolta dagli scavi di G. Boni. Proprio davanti alla porta, di cui segue l’orientamento, è stata scoperta un’area cultuale risalente almeno all’età arcaica, con un altare e materiale votivo, a cui si accedeva dal cd. clivo Palatino A, che dalla Sacra via conduceva alla porta. La posizione del culto davanti alla porta, richiama quello di Giove Statore. Verso la fine del II sec. a.C., l’area di culto potrebbe essere stata inglobata in un edificio, in cui sembra di riconoscere la presenza di un tablino.
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2014
Le indagini condotte nel 2014 hanno permesso di riportare alla luce un frammento di Roma, finora sconosciuto, immediatamente a est del Santuario di Vesta, nell’area aperta ormai due anni or sono (2012) e conclusa in questa campagna di scavo. Nella nuova area di scavo lo scorso anno era stato possibile documentare che il luogo di culto riportato alla luce davanti alla struttura da noi identificata con la porta Mugonia di età arcaica e tardo repubblicana, risaliva almeno alla seconda metà dell’VIII sec. a.C. ed era attivo senza soluzione di continuità sino agli inizi del II sec. a.C. A questa area cultuale si accedeva dalla strada (il cd. clivo Palatino A), che dalla Sacra via saliva verso la menzionata porta: al suo interno, nella seconda metà dell’VIII sec. a.C. fu costruito un ambiente rettangolare, con elevati in pisè, al centro del quale era un focolare monumentale.
La campagna di questo anno ha permesso non solo di precisarne la cronologia (fase laziale IVA1), ma di appurare che era preceduta da una fase precedente: la fase più antica viene semplicemente restaurata nella fase laziale IVA1, senza una modifica sostanziale della sua articolazione. Al centro di questo primo sacello, successivamente ricostruito, verrà posizionato l’altare. Ma la costruzione dell’edificio cultuale non segna l’inizio della storia di questa parte delle pendici palatine. Una delle novità più eclatanti è stata la scoperta che questo sacello viene costruito sopra gli strati di obliterazione dei resti dell’abitato proto urbano. Il raggiungimento del deposito naturale ha permesso di documentare l’intera sequenza stratigrafica del pendio: la più antica frequentazione dell’area è costituita dai resti di capanne, costruiti a partire dalla fase laziale IIB e riproposti senza soluzione di continuità (per un totale di 5 fasi), fino alla fase laziale IIIB1, quando sono distrutte. Questi resti sono indubbiamente da connettersi, con quelli, più esigui, documentati precedentemente pochi metri a monte.