Name
Domenica Pate
Organisation Name
Università del Salento

Season Team

  • AIAC_2407 - Castello Carlo V - 2012
    Le indagini si sono svolte nel cortile del castello con l’obiettivo di scavare alcuni depositi intercettati nella precedente campagna e di estendere l’area di scavo verso est. Durante i lavori del 2011, nella parte settentrionale dell’area di scavo, erano emerse alcune strutture murarie - rasate tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento in occasione della realizzazione del pavimento della corte - pertinenti ad un ambiente del quale era stato intercettato il piano di calpestio più recente, datato al XV secolo. La rasatura dei setti murari di questo ambiente e delle altre strutture dipendono dalla defunzionalizzazione degli spazi in ragione del ampliamento del castello e della costruzione della fortezza in età aragonese e spagnola. Importante è il rinvenimento di due grosse strutture murarie longitudinali e parallele, orientate in senso est-ovest, realizzate con doppio paramento in blocchi parallelepipedi. Nonostante le dimensioni ridotte dell’area di scavo, è possibile riferirli ad un’area del castello medievale, forse un passaggio scoperto, dal quale si accedeva ad ambienti laterali posti a nord e a sud di esso, non ancora scavati. Il muro nord, è stato sfruttato, nel XVI secolo, come spalla laterale di una conduttura idrica che tagliava il cortile in senso est-ovest. Il lato sud dell’indotto era in parte costruito e in parte sfruttava il lato nord di un grosso pilastro rettangolare intercettato al centro dell’area nei precedenti lavori. La costruzione di quest’ultimo, unitamente a quella del canale, avvenuta in età Moderna, ha distrutto in parte il piano di calpestio relativo alle due strutture longitudinali, conservatosi solo parzialmente a ridosso del muro sud. In questa campagna è stato inoltre scavato il silo intercettato nei precedenti lavori al centro dell’area. Esso è stato rinvenuto parzialmente intaccato da attività posteriori che ne hanno interessato soprattutto la parte superiore e l’imboccatura. L’invaso, di forma bombata, è in parte costruito a secco con blocchi e pietre sbozzate e in parte scavata nel banco roccioso, colmato probabilmente entro la prima metà del XIII secolo. A sud del silo è stato intercettato nel 2011 un grosso taglio circolare di 160 cm di diametro e 200cm di profondità, a sezione cilindrica, colmato con diversi scarichi di terreno e pietrame misto a blocchi calcarei. Tale fossa ha tagliato fino al banco naturale gli strati che si conservano a sud del muro US 619, a partire dall’unità US 918 che potrebbe costituire la preparazione del piano di calpestio di un ambiente rasato, tra la fine del XV e il XVI secolo, in occasione dei lavori di sistemazione del cortile. La formazione dell’US 918 sarebbe da porre in relazione con la tamponatura di una porta con doppio battente intercettata nel muro US 619. La presenza di questa apertura, successivamente tamponata, e l’innalzamento del pavimento, è da mettere in relazione con la fase d’uso della struttura databile al XIV secolo. Il piano di calpestio da porre in relazione con il muro 619 prima della tamponatura e dell’innalzamento della quota del pavimento era, invece, costituito da un piano in terra battuta misto a tufina. Questo piano è riferibile al primo impianto del muro 619, il quale riprende l’andamento di una struttura muraria più vecchia parzialmente spoliata. La sequenza stratigrafica documentata in questo settore dello scavo ha permesso di identificare quella che potrebbe essere la fase primaria dell’impianto medievale, che può datarsi, sulla base della ceramica rinvenuta, verso gli inizi del XIII secolo se non prima. Fra i frammenti di ceramica sono stati riconosciuti vari frammenti di invetriata bizantina, invetriata monocroma verde, magrebina o siculo-magrebina, una piccola quantità di protomaiolica, e ceramica invetriata policroma ancora da identificare. Durante la campagna del 2012 è stata effettuata una estensione dell’area di scavo verso est. L’allargamento, di 9x5 m, ha riguardato finora la rimozione di tutti gli strati posteriori al piano del cortile cinquecentesco, mettendo in luce gli strati di livellamento del cortile e i piani di calpestio succedutisi fino alla pavimentazione odierna. In seguito a tale rimozione sono state intercettate numerose strutture murarie, rasate nel XVI secolo, che delimitano nuovi ambienti da scavare, nonché la prosecuzione dei muri US 619 e 919, intercettati verso est per un ulteriore tratto di 5m.